XIII Municipio – 26 Ottobre 2009 - L’utilizzo dell’area di Via Bocchi sarà oggetto da parte del Comitato Civico Entroterra13 di un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti affinché verifichino un eventuale danno erariale e una presunta violazione di destinazione urbanistica dell'area stessa. L'area di Via Bocchi infatti è stata sequestrata il 12 Ottobre dalla Polizia Municipale per assenza di specifico titolo edilizio. 11 cordoli di 8 metri di lunghezza distanti tra loro 2 metri, realizzati dall'ASL, invadevano i distacchi minimi previsti (art. 35 del DPR 6 giugno 2001 n. 380). Questi cordoli (che dovevano supportare dei container), sono ancora lì, senza nessuna recinzione e sono la visibile prova dell'urgenza di liberare, per ristrutturarla, la sede ASL di via Paolini ad Ostia. Un intervento già finanziato dalla Protezione Civile, secondo quanto ha dichiarato il Direttore Generale della ASL RM-D, dott.ssa Giuseppina Gabriele. Chiederemo dunque alle due Procure di controllare anche questi lavori e la regolarità dell'appalto.
Dopo che il 15 ottobre i dirigenti sindacali Di Terlizi e Marisi hanno proposto di utilizzare i terreni retrostanti l'Ospedale Grassi per collocare i container (chiamati anche 'prefabbricati nella relazione ASL-RMD), la Dott.ssa Gabriele ha respinto le dimissioni del Dr. Vittorio Chinni, Direttore II Distretto Sanitario Ostia, che si era detto "nauseato dalle strumentalizzazioni politiche contro gli interessi reali dei cittadini ad avere un servizio e con il rischio di perdere i finanziamenti". Quali finanziamenti? Quelli della Protezione Civile ? Quali interessi ? Quelli reali dei cittadini o dei cittadini reali ? Ricordiamo sia al Municipio sia alla ASL-RMD che, secondo la circolare LLPP N. 425/1967, un centro sanitario 'elementare' deve servire 20.000 abitanti. Pertanto, la discussione non può essere limitata ad una ‘contrattazione’ tra pochi, ciò che invece è accaduto sia in Commissione sia in Consiglio Municipale.
L'area di Via Bocchi era inclusa nel Piano di Zona "10V bis-Acilia" (del I PEEP, 1964) e classificata come Zona M3 (Servizi pubblici di quartiere), vale a dire attrezzature per l’istruzione inferiore, attrezzature collettive, pubbliche e private di uso pubblico e religioso, parcheggi e verde di quartiere (giardini, parchi di dimensioni contenute, impianti sportivi di interesse locale).Tale piano di zona risultava in esubero, rispetto a quanto previsto per legge, di ben 2.88 ettari per i servizi, 5.34 per il verde e 3.45 per i parcheggi, il che ha consentito maggiori pesi insediativi ed iniziative private al successivo Programma di Recupero Urbano di Acilia-Dragona, ancora in fase di attuazione. Oggi, dopo l'adozione nel 2008 del nuovo Piano Regolatore, l'area risulta destinata ancora a servizi pubblici di interesse locale, che non vuol dire (anche se li contempla) solo 'servizi sanitari'. Una struttura sanitaria ha bisogno di requisiti strutturali per poter essere realizzata. La Delib.G.R. n. 424 del 14-7-2006 stabilisce con esattezza i requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi dei Presidi Territoriali di Prossimità (PTP), tra cui, per esempio, che "l'area prescelta deve trovarsi in zona esente da rumore". L'area di Via Bocchi è invece davanti ad un Ufficio Postale, al centro religioso S. Gianna Beretta Molla e in un tratto di strada ad alta percorribilità. Evidentemente sia il Municipio sia la ASL RM-D in Via Bocchi non ci sono mai stati, dal momento che la stessa ASL ha fatto uno studio 'preliminare' alla progettazione 'preliminare' per la realizzazione in quell'area di un PTP (dal costo di 5 milioni di euro e composto da due piani di 1.000 mq ciascuno e con un totale di 25 posti letto) con una probabilità di ottenere il finanziamento quasi nulla. Infatti, con decreto del Presidente della Regione Lazio, in qualità di Commissario ad Acta, nr.43 del 17.11.2008, nell'individuazione dei posti letto per l'anno 2009, si fa riferimento alla delibera di Giunta Regionale 433/07, dove si prevede un PTP per distretto. L'ASL RM-D è divisa in 4 distretti: Fiumicino e i Municipi XIII, XV e XVI. Il Municipio XIII, considerato area densamente popolata, avrà 2 presidi per distretto. Ora, se consideriamo che in tutta la regione Lazio c'è un solo PTP a Palombara Sabina, è chiaro quale è la difficoltà di realizzazione di un PTP.
Perché dunque prendere in giro la gente lasciando intendere tempi di realizzazione veloci ? L'area di Via Bocchi non solo non è idonea, ma, se vista nell’ottica del servizio ai cittadini di Acilia Sud, come affermato dal Municipio XIII, non ha neppure quel bacino di utenza richiesto per legge. Stesso discorso per le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) che il Piano Sanitario Regionale, in funzione della delibera di Giunta Regionale 1988/201, dimensiona utilizzando la proporzione di 2.5 posti letto ogni 100 ultra 75enni. Al 30 Giugno 2009 nel XIII Municipio risultano 16.674 ultra 75enni, ma una sola RSA accreditata per 80 posti e nessuna in fase di accreditamento, quindi un disavanzo di 336 posti letto. Entro il 31.12.2008 le ASL dovevano approvare un Piano Aziendale Attuativo di un PTP per Distretto e dovranno attivare entro il 2009 un PTP in almeno la metà dei Distretti del territorio di competenza. Pura fantascienza.
La manovra su Via Bocchi era dunque solo quella di recuperare in fretta e in furia un terreno dove spostare temporaneamente i servizi dei locali in ristrutturazione di Via Paolini. Finiti quelli, si sbaraccava tutto. Colta con le mani nel sacco, l'ASL, spalleggiata dalla Giunta del Municipio XIII, ha fatto marcia indietro lasciando sul campo 11 scheletri di cemento che saranno rimossi chissà quando. Intanto il Municipio mantiene la concessione dell'area all'ASL che, per mancanza di finanziamenti e in funzione del Piano Sanitario Regionale, non ci farà nulla almeno fino al 2011.
Scelte così importanti non si prendono tra pochi intimi e sulla base di informazioni raffazzonate come è accaduto in Commissione ed in Consiglio Municipale.
Presenti quasi tutti, ad eccezione di Tassone e Caliendo del PD e il 'dotto' Bonvicini del PdL che, come sempre, entra all'appello per uscire subito dopo. Si consente ai sindacati (l'unico contributo serio) e ai cittadini di intervenire, ma mica tutti ... eh no ... solo quelli che erano stati invitati al tavolo 'tecnico'. Dunque al Comitato Civico Entroterra13 non viene data la parola. Chissà in quale regolamento ciò è previsto, forse sempre nello stesso, mai pubblicato e non disponibile. Insomma, quello che si inventano al momento.
Ma lo sappiamo, l'Assessore Pace i nostri interventi li evita come la peste. Poco male.
Anche perché, in effetti, pagano profumantamente il dirigente dell'Ufficio Tecnico, l'Ing. Papalini, per stare in aula e non fornire le uniche informazioni che servirebbero, invece a noi non ci pagano.
Per cui brancolano tutti nel buio, compreso i cittadini di Acilia-Sud, che, forse perché poco abituati ad avere a che fare con questa classe politica, ondeggiano a seconda di dove li spinge il primo vento che tira. Peccato.
L'assessore alle Politiche Sociali Lodovico Pace comunica che è tutto risolto perché la giunta ha deciso che il trasferimento temporaneo dei servizi di Via Paolini saranno portati in Via Segurana dietro all'Ospedale Grassi e che in Via Bocchi non arriveranno i container, ma servizi socio sanitari in cemento armato in accordo con i cittadini. Quindi c'era solo da domandarsi cosa stessimo tutti quanti lì a fare ... forse i consiglieri a prendere il gettone presenza ?
Si applaudono da soli e si sbrodano pure ...
Passa l'ordine del giorno del PdL che ... "premesso" ... "considerato" ... "visto" ... "appurato" ... "appreso" ... "preso atto" ... "il Consiglio del Municipio Roma XIII da mandato al presidente del Municipio Giacomo Vizzani ad intervenire presso la Regione Lazio e l'ASL RMD, al fine di istituire un tavolo tecnico consono a monitorare e programmare a seconda delle esigenze del territorio la realizzazione di nuovi presidi socio-sanitari, dando la massima attenzione alle esigenze dell'entroterra con particolare riferimento al progetto della Regione Lazio consono ad istituire presso Via Bocchi un presidio socio-sanitario, proponendo di far apportare delle modifiche al piano sanitario aziendale reaintegrando nuovamente i punti di primo soccorso aboliti". (!!!!!!!!!!!)
Ma di cosa parlano ??? Ma hanno mai preso in mano il PRG ??? Il Piano di zona ??? Ma la conoscono la destinazione d'uso di quell'area ??? ... ma no, non lo sanno e bocciano pure l'OdG del PD (che invece si astiene dal voto sull'OdG del PdL) che ne chiede la verifica. Incredibile. Dopo di che, come se non bastasse, continuano ad insistere sul mercanteggio con i cittadini della destinazione d'uso di quell''area e di altre in zona !!! E il rispetto delle regole da parte degli uomini dello Stato che hanno giurato fedeltà alla Repubblica dove l'hanno lasciato ??? Attaccato al fumo della pipa ???
Cari signori, l'urbanistica non è per bar dello sport. I piani sono fatti apposta per garantire gli STANDARD. Ogni volta che si cambia la destinazione d'uso di un'area si sottrae lo standard previsto, compromettendo l'intera area e la qualità della vita dei cittadini. I cittadini possono anche non cogliere subito la questione, ma voi DOVRESTE.
Abitate nel territorio. La maggior parte di voi vive nell'entroterra. Siete pagati con i nostri soldi per fare amministrazione di prossimità. Il territorio lo dovreste conoscere dopo 18 mesi palmo a palmo.
Vi scordate persino che c'è un Ufficio Tecnico preposto ad essere di supporto con le informazioni che servono. 2.000 euro per pagare l'incapacità di chiedere informazioni e di arrivare preparati ad un consiglio a noi sembrano eccessivi.
Sulla destinazione d'uso di quell'area invece non forniremo informazioni, a meno che la prossima volta lo stipendo di Papalini non lo diate a noi.
Ah ... la polizia in borghese, ovviamente, non mancava, così come i vigili ...
Pensavamo che il pranzo luculliano del nuovo Piano Regolatore di Roma
non avesse lasciato spazio nemmeno per un caffè. Invece no. Si
ricomincia con l’antipasto.
Dopo le piscine per i Mondiali di Nuoto 09, arrivano gli stadi di calcio in vista degli Europei 2016. Insieme totalizzeranno un totale di cinque milioni di metri cubi di cemento sull’Agro romano. L’ Olimpico, sul quale si sono spesi e si continuano a spendere soldi pubblici, non si sa che fine farà.
Anche nel ‘lancio del mattone’ c’è bisogno dell’ ‘aiutino’ per vincere. Si chiama Crimi, un Ddl approvato all’unanimità dalla Commissione Cultura del Senato in sede deliberante, in nome della pubblica “utilità, indefferibilità e urgenza” di avere strutture più funzionali e moderne. Le squadre italiane di calcio potranno così ottenere le concessioni in affidamento diretto, senza gara e senza troppi vincoli in accordo di programma. Basterà presentare il progetto, chiudersi in una stanza e ottenere una votazione a maggioranza. Se l’Ambiente o i Beni culturali faranno storie ci penserà a rimuovere l’ostacolo, con buona probabilità, il Consiglio dei ministri. L’accordo consentirà le varianti al Piano regolatore. Tutto in nome del rilancio dell’economia delle città.
A Roma i nuovi impianti non prevedono solo lo stadio di calcio, ma residenze, uffici e negozi senza i quali l’operazione sarebbe in perdita secca. Crimi però pensa proprio a tutti. Il Coni, proprietario dell’Olimpico, potrà infatti cedere lo stadio «con affidamento diretto», con «la possibilità di un ampliamento edificatorio delle cubature che già insistono sull'area interessata». Tradotto significa ‘lancio del mattone’ in variante al Piano regolatore. E siccome Crimi è performante, sono previsti anche incentivi finanziari, un flusso di danaro straordinario al credito sportivo per concedere contributi in conto capitale sugli investimenti.
La Roma e la Lazio hanno annunciato i loro progetti per i due stadi. Il primo dovrebbe sorgere in zona Massimina, lungo l'Aurelia, sui terreni di proprietà di Scarpellini, il secondo in zona Tiberina, sui terreni di Mezzaroma a rischio idrogeologico. Il progetto della Roma prevede uno stadio di 55/60 mila posti su due livelli, infrastrutture, abitazioni e il più grande centro commerciale d'Europa. Le autorizzazioni urbanistiche non ci sono, nemmeno quella della Soprintendenza ai beni archeologici che ha dichiarato l'esistenza di una villa imperiale. Si attendono invece le tavole dell’impianto della Lazio.
Dunque anche gli ‘sport minori’ come il ‘lancio del mattone’ fanno uso di doping. Le società in crisi ottengono credito a tasso agevolato con soldi pubblici, basta esibire progetti edilizi approvati. Comune, Provincia, Regione e Governo apriranno i loro portafogli per risanare le casse private delle due società sportive. E i romani ‘si daranno all’ippica’ nell’Agro romano … quello delle cartoline di una volta.
di paula de jesus per il Comitato Civico Entroterra13
L’Architetto si risente quando i cittadini prendono la parola, forse
perché abituata a fare monologhi di slogan pubblicitari senza
contradditorio. I soliti noti spiegano all’Architetto che senza alcun
riferimento cartografico, senza dati dimensionali o analisi serie sui
flussi turistici sono tutte chiacchere e non è nemmeno carnevale. I
riferimenti evocativi ai cittadini non interessano. Che Roma, ed in
particolare Ostia e l’entroterra, abbiano un patrimonio
storico-artistico di altissimo livello lo sanno benissimo. Proprio per
questo i cittadini non capiscono come il rilancio del turismo del
territorio si voglia costruire su un parco a tema in area archeologica.
E’ come se si volesse abbattere il Colosseo per ricostruirne uno nuovo
in plastica rifinito in tutte le sue parti.
L’Architetto addirittura parla di un campo da golf di 80 ettari (!!!),
la cui reperibilità forse è possibile dove è prevista la centralità di
Acilia-Madonnetta o abbattendo gli alberi della pineta di Castel
Fusano. Non vale la pena di riportare l’elenco dello scioccheziaro di
questo dirigente, così come il comportamento del Consigliere Bonvicini
che sembra prepararsi a fare la controfigura dell’animale nel Circo
Massimo del nuovo parco a tema sulla Roma Imperiale. Allo stesso modo
non vale nemmeno la pena di raccontare che l’aula si è desertificata
prima della votazione della mozione su cui i Capigruppo erano tutti
d’accordo nel dire il proprio no alle isole artificiali, facendo
mancare così il numero legale.
Vale invece la pena sottolineare un aspetto importante. Da mesi
attendiamo il famoso decentramento amministrativo, che coinvolge anche
le scelte urbanistiche, e su cui il PDL ha costruito tutta la campagna
elettorale e ottenuto il consenso degli elettori. Risulta non pervenuto
e non perverrà nemmeno a breve. Nel frattempo però gli appetiti degli
affaristi del quartierino ostiense si sono fatti sentire sui tavoli che
contano, lasciando la cittadinanza, l’imprenditoria sana e la politica
sana di questo municipio fuori. Ad esempio l'Ing. Renato Papagni, che
nella mattinata di ieri faceva il bulletto sull'importanze delle isole,
sostenendo che ne stava discutendo sui tavoli che non erano quelli del
Municipio, che, secondo lui, non conta nulla. Le cose allora sono due:
o qualcuno non ha capito l'importanza del progetto delle isole
artificiali o le isole artificiali sono, come direbbe Fantozzi, "una
cagata pazzesca".
Ricordiamo che chi deciderà se si faranno o meno le isole artificiali
sarà la cittadinanza attiva e seria di questo territorio e non i finti
imprenditori sputtanati dalle Iene.
Rimaniamo comunque dell'idea che le cinque isole portoghesi sono solo un paravento per coprire la borsa degli affari sottobanco che riguardano altre cose che non sono le isole artificiali … che, come tali … sono come la canzone di Bennato … l’isola che non c’è.
paula de jesus per il Comitato Civico Entroterra13
Forse dalla destra ci aspettavamo un gesto istituzionale in linea con la sbandierata loro vocazione legalitaria. Invece no. Rieccoci di nuovo di fronte all’ordinaria volgarità morale, quella di una amministrazione forte con i deboli e debole con i forti. Mentre l’amministrazione capitolina ogni giorno sforna comunicati stampa sulla lotta all’abusivismo commerciale, all’occupazione abusiva di case, all’immigrazione clandestina, va in onda il condono. E’ stato sufficiente che un imprenditore locale, dalle amicizia che contano, in corsa per le prossime regionali, inscenasse una finta protesta, poco originale in stile Cobas come è nella moda del momento, e salisse sul tetto del suo impianto sportivo abusivo, in un pomeriggio assolato, minacciando di gettarsi se non avessero tolto i sigilli posti a sequestro, che Corsini si precipita in Procura per tentare un accordo. L’accordo si trova. Vengono tolti i sigilli, il reato penale di abuso rimane, ma il Comune, con la scusa dei finti posti di lavoro e dei finti servizi alle famiglie, invece di costituirsi parte civile per i mancati pagamenti degli oneri concessori, decide per una sanatoria che consente la riapertura dei fidi bancari chiusi a seguito del sequestro. Cosa non da poco. Insomma, basterà pagare e tutto sarà risolto.
L'abusivismo speculativo è un cancro sociale, culturale ed economico di questo paese, l’unico al mondo con il record di 18 condoni. Una vera e propria industria e il modo prevalente di edificare. Dopo lo storico abusivismo per necessità si è passati dagli anni ottanta all’abusivismo come attività economico–speculativa. I condoni sono dei preziosi incentivi. L’aumento dell’abusivismo dopo ogni condono ne è la dimostrazione. Esso infatti è un elemento non marginale dell’economia sommersa che dovrebbe essere combattuta e invece viene sostenuta proprio da scelte come la sanatoria proposta da Corsini, che forse dimentica, nel suo ruolo di Assessore all’urbanistica, che si tratta per l’urbanistica e per le discipline che regolano il buon funzionamento del territorio di una ‘dolce Euchessina’.
Siamo ancora in pieno medioevo culturale in cui vige la simonia. L’amministrazione scende a patti con chi ha scempiato il territorio, e addirittura lucra con l'illecito, dimenticandosi che esiste un primario interesse collettivo al quale devono sottomettersi le ragioni dei privati. Ed è un comportamento oggettivamente condannabile quello di un amministratore, tutt’ora in servizio presso l’Avvocatura Generale dello Stato, che lavora per smantellare lo Stato di diritto.
(di paula de Jesus per il Comitato Civico Entroterra13)
Comunicato Stampa Congiunto Comitato Civico Entroterra13 e Ass. Culturale Severiana
XIII Municipio – 19 Ottobre 2009 - Quanta confusione a livello urbanistico. La giunta del Comune di Roma, dopo che la Regione Lazio ha approvato il Piano Casa, ha deliberato il 23 Settembre 2009 (nr. 228) il Programma di Riqualificazione degli Immobili Agricoli dismessi o sotto-utilizzati (PRIA). Così, le disposizioni per gli interventi di ampliamento e di sostituzione edilizia, con demolizione e ricostruzione dei casali della campagna romana, si complicano infinitamente. Senza contare che non si comprende perché si siano seduti al tavolo comunale soltanto il presidente di Coldiretti Lazio, M. Gargano, e quello di Confagricoltura, M. Giansanti, visto che il PRIA ha tutta l’aria di non essere un’operazione di rilancio del settore agricolo. Di ciò si è oggi discusso nella Commissione II - Urbanistica del XIII Municipio, presieduta dal consigliere S. Pannacci.
L'Art. 2 (Ambito di applicazione), comma b), della Legge Regionale 11 Agosto
2009, n. 21, afferma che nelle "misure straordinarie per il settore
edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale" (Piano Casa),
si preservano dalla demolizione solo gli "edifici
rurali con caratteri storico-tipologici-tradizionali, quali casali e complessi
rurali, che, ancorché non vincolati dal PTPR, siano stati realizzati in epoca
anteriore al 1930 e registrati in appositi censimenti dai comuni
interessati". Il che vuol dire che per gli altri non c'è scampo, come
ad esempio per il casale “Podere Monte Vodice” del 1935 che è dunque
potenzialmente abbattibile. Addirittura nel PRIA si considerano anche gli
edifici con superfici agricole pertinenti inferiori ad un ettaro, per i quali è
previsto il cambio di destinazione d'uso (e anche la demolizione) a patto che
il proponente realizzi a proprie spese un servizio pubblico da gestire in
concessione per conto delle pubbliche amministrazioni. Da qui l'interessamento
del Municipio e la ferma volontà di capire quali manovre ci siano dietro.
Il Comitato Civico Entroterra13 e l'Associazione Culturale Severiana, presenti
in commissione, hanno sostanzialmente sollevato le seguenti questioni. Da un
punto di vista catastale, è molto difficile determinare con certezza la
datazione degli edifici rurali, con il rischio che per 'tutti' i casali rimane
possibile la demolizione, soprattutto (con il conseguente recupero delle
cubature) per quanto riguarda i locali accessori (stalle, silos, etc.).
Inoltre, chi stabilisce i caratteri "storico-tipologici-tradizionali"
con cui un edificio rurale viene sottoposto a vincolo ? Il mancato
aggiornamento, qualitativo e quantitativo, della Carta dell'Agro Romano
complica le cose. Non esiste infatti altro strumento per la verifica dell’esistenza
di un casale, se non le vecchie mappe dello Stato Pontificio e, ma solo in
parte, i fogli dell'Istituto Geografico Militare.
Da un punto di vista urbanistico, nascono invece tre problematiche:
l'armonizzazione di queste nuove leggi con le precedenti, l'adeguamento degli
standard urbanistici (strade, parcheggi, etc) dopo i cambi di destinazione
d'uso di aree agricole, la non diretta partecipazione della cittadinanza attiva
nel valutare il miglior utilizzo dei casali e dei loro terreni in zone già
antropizzate.
Non si sono presentati in commissione, neppure giustificando l'assenza, il
Comune di Roma (Dipartimento VI, Politiche della programmazione e
pianificazione del territorio, U.O. IX - Coordinamento Urbanistico, Ing. T.
Egiddi), la Soprintendenza
per i Beni Archeologici di Ostia, dr. A. Pellegrino) e, sempre del Comune di
Roma, l'Assessorato alle Politiche Culturali e alla Comunicazione,
Sovraintendenza ai Beni Culturali, Servizio IV (Coordinamento attività sul
territorio: Piano Regolatore, Carte dell’Agro e Nuova Forma Urbis, sondaggi
propedeutici alla realizzazione di nuove infrastrutture), dr. A. Mucci. Da
parte delle due associazioni, verrà a breve realizzato un censimento dei casali
esistenti nel XIII Municipio (indicandone la datazione, lo stato di
conservazione, etc.) nonché delle altre strutture che ad oggi insistono sulle
aree agricole.
Cambi di destinazione d’uso forse sarebbero opportuni in alcune stanze del
Campidoglio.
Comunicato Congiunto Comitato Civico Entroterra13 e LabUr XIII
XIII Municipio – 9 Ottobre 2009 - Gravi dichiarazioni del Presidente del Municipio Giacomo Vizzani dopo il sequestro dei due impianti sportivi Eschilo 1 e Babel nel XIII Municipio. Il Presidente infatti sembra dimenticarsi quali sia il suo ruolo istituzionale che dovrebbe esimerlo da commenti sulla correttezza dell’operato di un’altra istituzione pubblica come la Procura di Roma. Anzi, dovrebbe essere proprio lui il primo a plaudere per le indagini della Procura su presunti abusi edilizi nella realizzazione degli impianti sportivi privati sorti per i Mondiali di Nuoto 09: Ricordiamo al Presidente che lui dovrebbe essere il primo a farsi garante del rispetto dell’osservanza delle leggi e del controllo di legalità rigorosa.
Informiamo il Presidente Vizzani, evidentemente disinformato, che i due impianti posti sotto seqeustro non sono terminati. Le piscine sono piene d’acqua, ma sono da completare ristorante, pista di pattinaggio, parcheggi, saune, ludoteche e un bell’asilo nido nell’impianto di Babel all’Infernetto, convenzionato con il XIII Municipio ad oggi non ancora aperto. Di cosa sta parlando dunque Vizzani ? Dei problemi dei “suoi amici”, come ha definito lui stesso all’inaugurazione i proprietari di Babel ? Non dovrebbe forse Vizzani preoccuparsi dei problemi del XIII Municipio e dei suoi cittadini ? Secondo la Procura, ma attendiamo gli esiti che potrebbero essere anche peggiori di quanto palesato, ci sono ben 5 milioni di euro di oneri concessori non pagati, che sono dunque stati sottratti alla collettività; valori dei terreni schizzati da 200 euro a mq a 800 euro a mq grazie alla speculazione di pochi privati; fogne non adeguate per lo scarico delle piscine e tantissime altre irregolarità urbanistiche. Il Presidente Vizzani, che ha tagliato il nastro all’inaugurazione di Babel, evidentemente non conosce questi aspetti depositati in Procura a seguito di esposti e denunce fatti anche dai nostri Comitati e non dalle trasmissioni televisive. Può comunque informarsi presso la Polizia Municipale di Ostia. Segnaliamo infine a Vizzani che gli impianti non sono in concessione ma di proprietà, che hanno ricevuto soldi pubblici e che il numero dei dipendenti (posto che siano tutti in regola) non sono quelli dichiarati da lui. Anzi ci piacerebbe sapere la fonte dei suoi dati. Forse gli è scappato uno zero di troppo.
Comunicato Congiunto: Comitato Civico Entroterra13, CdQ “Amici della Madonnetta”, LabUr XIII - 8 ottobre 2009
FAX
A: PRESIDENTE. COMMISSIONE IMPIANTI SPORTIVI DEL C.O.N.I.
(c.a. dell’Ing. Vincenzo Scionti)
FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO Presidenza
(c.a. Paolo Barelli) Segreteria Generale
Settore Impianti
UFFICIO COMMISSARIO DELEGATO RM 09
(c.a. Ing. Claudio Rinaldi)
COMUNE DI ROMA
Sindaco Gianni Alemanno
Ass. Ghera - Del. per i Mondiali di Nuoto
XIII MUNICIPIO
(c.a. del Presidente Giacomo Vizzani, Ass. Giancarlo Innocenzi, Ass. Lodovico Pace, Ass. Renzo Pallotta, Ass. Amerigo Olive)
Roma, 29.09.2009
Gentili Signori,
Con riferimento al Polo Natatorio di Ostia, dopo le molteplici dichiarazioni a mezzo stampa degli ultimi mesi da parte di ciascuno di Voi che sono fra loro in contraddizione, vorremo sapere DEFINITIVAMENTE quale sarà e con che tempi certi l’uso che i cittadini potranno fare delle piscine, della foresteria e dei parcheggi.
In assenza di una Vostra risposta ufficiale entro il 9 Ottobre, manifesteremo in piazza del Campidoglio.
Distinti saluti