Il Comitato Civico Entroterra13 si amplia per
diventare il Comitato Civico 2013. 20 come la numerazione dei municipi
di Roma, 13 come il municipio dei suoi soci, 2013 come la data delle
prossime elezioni amministrative. Sarà attivo su tutto il XIII
Municipio con un articolato scenario di proposte tramite le quali far
sentire la voce della cittadinanza attiva sedendosi ai tavoli che fino
ad oggi l'hanno esclusa in mancati processi di partecipazione.
L’organizzazione prevede 20 zone del XIII Municipio ciascuna con un
proprio responsabile, sotto la guida dei 7 soci fondatori costituenti
il direttivo: Davide Pifferi (Presidente), Maria Grazia Filogna
(VicePresidente), Andrea Schiavone (Coordinatore), Barbara Storoni,
Daniela Polidori, Raffaele Fabozzi e Lorenzo Pifferi. Oltre ad
interagire con le amministrazioni, il Comitato Civico 2013 avrà per il
2010 il seguente manifesto: difesa del demanio a uso pubblico, costante
verifica (in fase decisionale e poi attuativa) del ‘Piano Casa’
approvato dal Comune di Roma, tutela del litorale, nonché raggiungere
entro il 31 Marzo la quota di 1.000 tesserati. L'iscrizione al Comitato
è di 20 euro all'anno, include un pacchetto di servizi e prevede
riunioni con cadenza trimestrale aperte a tutti i soci. A breve,
saranno contattati tutti gli altri comitati e associazioni del
territorio, nonché le istituzioni e le forze dell'ordine, per
presentare e coordinare le iniziative in programma.
Ufficio stampa
COMITATO CIVICO 2013
Via G.B.Pescetti, 19 – 00124 Roma
Tel: 346-7281504 NetFax: +39-1786077195
E-mail: info@cc2013.it
Sito web: http://www.cc2013.eu sostituisce http://ccentroterra13.vox.com
Dopo aver letto l'estratto del ricorso della FIN e l'estratto del
decreto del Tribunale di Roma, allibita sentenzio solo: che si scannino
fra di loro. Io mi godo lo spettacolo. Visto che abbiamo pagato 26 milioni di euro, che per lo meno ci facciano divertire.
Riporto però le frasi salienti: "Premesso che non ci sono TUTTI i
collaudi e che i lavori non sono terminati anche sul blocco sportivo
(dunque non solo la foresteria n.d.r.), il Comune di Roma con
disciplinare sottoscritto in data 21 settembre 2009 (firmato dal dott.
Giuntarelli direttore dell'Uff. extradipartimentale per le politiche
dello sport) ha concesso alla FIN l'area su cui insiste l'intero Polo
natatorio nello stato di fatto di avanzamento di realizzazione dello
stesso, con obbligo di gestione dell'impianto, di pagamento del
relativo canone concessorio e di costituzione della cauzione prevista
dal medesimo disciplinare di concessione". "Il Comune di Roma pertanto
riconosce lo stato legittimo di possesso dell'impianto da parte della
FIN".
In realtà il Sen. Barelli dichiara anche, nella medesima nota, che
l'Ing. C. Rinaldi (Comm. Delegato ai Mondiali di Nuoto '09) gli ha
comunicato che il divieto di accesso all'impianto "era da imputarsi a
pressioni che si intendevano esercitare sulla FIN al fine di farla
recedere dalla concessione ottenuta a favore di gruppi di potere allo
stato non identificati". Poiché il 6 dicembre alla FIN è stato impedita
l'entrata da parte della vigilanza pagata dalla società che sta
lavorando presso il Polo, e poiché la FIN ritiene che sia "PERICOLOSO
lasciare incustoditi gli impianti di riscaldamento alimentati da gas
combustibili aventi caratteristiche esplosive", il giudice Morriconi,
del Tribunale di Ostia, ha decretato, senza ascoltare la parte avversa,
di "riconsegnare le chiavi per l'accesso alla FIN e di fissare per la
comparizione delle parti l'udienza nella data del 7 gennaio 2010 alle
10".
Quindi, fin'ora c'è stato PERICOLO PER LA CITTADINANZA !?!?!?
paula de jesus - LabUr
Polo Natatorio denominato ormai il Dolo Natatorio. Anche sotto le feste non smette di regalare l’ennesimo scandalo. Secondo quanto riferito dal deputato della PDL alla Camera, Marco Marsilio “Oggi i rappresentanti della FIN, accompagnati da un ufficiale giudiziario si sono presentati al polo natatorio di Ostia e in virtù di un mandato ottenuto da un giudice hanno chiesto di prendere in consegna l'impianto. Avendovi trovato a custodia dello stesso solo vigilanza privata e non i titolari dell'impresa, si sono impossessati di fatto dell'impianto sostituendo catene e lucchetti."
I lavori non sono mai stati finiti e soprattutto l’impianto sembra non sia mai stato collaudato e senza i collaudi non poteva essere utilizzato. Eppure il Sindaco Alemanno e il Presidente del XIII Municipio lo hanno inaugurato a inizio Luglio, promettendone l’apertura alla cittadinanza, con tanto di consegna delle chiavi dalle mani di Alemanno a quelle Vizzani. Poi l'Ingegner Renato Papagni, Presidente dell'Assobalneari, nonché progettista FIN del Polo Natatorio, ha organizzato nell’impianto, il 17 Luglio, il Lympha Aqua show. Infine si è allenata la Nazionale di Nuoto di Fondo in una piscina (secondo i documenti del CONI) lunga 51,50 metri e non 50, senza contare tutta una serie di attività ed iniziative della FIN svoltesi in questi mesi.
Doveva costare 13 milioni di euro, ma il Commissario Delegato (Claudio Rinaldi) ne ha chiesti il doppio senza mai giustificarne gli aumenti. Sono mesi che denunciamo questi fatti su cui la Procura di Roma sta indagando. Ci siamo anche recentemente indignati che il Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, e tutta la maggioranza del centro destra, abbiano bocciato in aula municipale un documento presentato dall’allora capogruppo del PD Paolo Orneli, che chiedeva l’impegno della Giunta e del Consiglio di controllare l'esistenza dei collaudi necessari per fare aprire al pubblico un centro federale come quello del Polo Natatorio di Ostia.
Dunque ha fallito il Commissario Delegato (indagato per abusivismo), ha fallito la FIN (che non ha soldi per pagare le opere), ma ha fallito soprattutto la politica della Giunta Alemanno incapace di far aprire a Roma ben 3 impianti pubblici. Per ultimo, il Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, che, come un burattino, è comparso sul palco del Polo Natatorio, a chiamata del potente di turno, per dare l'immagine di un consenso territoriale che non c’era. Se la collettività perde, qualche imprenditore locale, 'furbetto' del quartierino, 'aiutato' dalla indifferenza di chi era invece preposto al controllo, forse ci ha guadagnato. I fatti denunciati dal deputato Marsilio sottolineano ancora una volta che Vizzani non ha nessun potere, nemmeno dopo la finta cerimonia del decentramento amministrativo di Ostia da Roma, visto che oggi gli hanno ‘sfilato’ anche le chiavi del Polo Natatorio. Insomma, il Dolo Natatorio assomiglia sempre più ad una partita a carte dove il Presidente del Municipio, che dovrebbe rappresentare i cittadini, conta come il due di coppe quando regna bastoni. Come i cittadini.
Comunicato Stampa LabUr - paula de jesus
Chissà cosa ne pensa Pasquale Calzetta, Presidente del XII Municipio (Pdl), delle affermazioni del Presidente Giacomo Vizzani (Pdl). “Il XIII Municipio comprenderà anche Vitinia e Mezzocammino fino al GRA, prendendo parte del XII Municipio. Mi dispiace che qualche altro presidente di Municipio si sia risentito". Di sicuro si sono risentiti i consiglieri in quota a FI che o non c’erano o hanno abbandonato l’aula per non votare le proposte di integrazioni targate AN alla proposta di delibera del Consiglio Comunale sul Decentramento relative all’attività produttive (orario di apertura e chiusura dei negozi, gestione delle aree industriali). Un Decentramento sui generis visto che i soldi, secondo Vizzani, “sono solo sofismi contabili”. Se gli azzurrini abbandonano l’aula, il PD, ribattezzato per l’occasione il Partito Dellamore, alla presenza del segretario tra il pubblico Giuliano Droghei, si fa bocciare (con l'astensione della maggioranza) le sue proposte di osservazioni sul finto decentramento del XIII Municipio e vota a favore di quelle della maggioranza (ad eccezione di Paolo Orneli assente per motivi di lavoro). E siccome non bastava la testimonianza d'amore, la consigliera Ornella Bergamini (PD) ha chiesto pure l'applauso finale. L’amore fa miracoli.
paula de jesus - LabUr
La necessità del decentramento amministrativo per un municipio dovrebbe scaturire dal voler diminuire la sua spesa corrente (gestione personale, immobili, etc.) e dall’aumentare la spesa straordinaria (gestione territorio, opere pubbliche, etc.) a vantaggio di tutta la popolazione residente.
I DATI
Oggi il XIII Municipio è il municipio (rispetto agli altri 18 del Comune di Roma):
1. con il maggior numero di dipendenti (963)
2. con la maggiore spesa corrente (quasi 210 milioni annui);
3. con la terza maggiore estensione (15.064,27 ha)
4. con il diciottesimo posto per investimenti straordinari per ettaro (287,77 euro/ha)
5. con il quattordicesimo posto per investimenti straordinari per abitante (20,02 euro/ab).
In realtà, in termini di spesa corrente, il costo annuo complessivo per singolo dipendente del XIII Municipio è appena all’undicesimo posto, così come il XIII Municipio risulta all’undicesimo posto per la percentuale di presenze da parte del personale.
Analogamente, in termini di spesa straordinaria, togliendo dall’estensione del territorio circa 8.000 ettari, somma della Tenuta di Castelporziano, della Pineta di Castel Fusano e di parte della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano (e parte della fascia costiera), gli investimenti straordinari per ettaro quasi raddoppiano portando il XIII Municipio al tredicesimo posto (558,33 euro/ha) invece che al diciottesimo. Senza contare che su più di 2/3 del territorio insistono strade o interne all’area verde sopra descritta o ancora non acquisite a patrimonio comunale (p.es., le strade del quartiere Infernetto, che ha un’estensione di circa 1.000 ettari) che non ricevono neppure un euro da questi investimenti straordinari.
CONSEGUENZE DI UN EVENTUALE DECENTRAMENTO
Decentrare in queste condizioni il XIII Municipio significherebbe:
- assumere più personale per svolgere i nuovi incarichi amministrativi, quando invece il rapporto dipendenti/abitanti è già in perfetto equilibrio con la media comunale; al contrario, tale scelta, finirebbe per aumentare ancor di più la spesa corrente del municipio;
- fingere di destinare più risorse al territorio, quando invece sarebbero destinate solo ad 1/3 del XIII Municipio, senza dunque alcuna miglioria dei servizi per tutta la popolazione residente.
I due punti appena esposti, contrastano con i requisiti di base (diminuire la spesa corrente, aumentare la spesa straordinaria su tutto il territorio). Pertanto fino a quando il rapporto qualità/quantità (anche in termini salariali) dei 963 dipendenti non avrà raggiunto la soglia media degli altri municipi e fino a quando non sarà terminato il processo di acquisizione a patrimonio delle infrastrutture presenti sul territorio (soprattutto nelle zone O e nei toponimi), il decentramento del XIII Municipio non può ritenersi giustificato.
Solo per fare un esempio, ad Ottobre 2009 (sulla base di 22 giorni lavorativi) il XIII Municipio ha accumulato ben 4.105 giorni di assenza, quasi quanto quelli lavorativi del Dipartimento V – Politiche Sociali e della Salute.
CONCLUSIONI
Il sospetto è che l’operazione di decentramento serva solo a garantire la disponibilità economica per realizzare le infrastrutture necessarie per le opere previste nella sola Ostia e incluse nel progetto del Secondo Polo Turistico (waterfront, ampliamento del porto turistico, acquisizione del demanio idrico e in parte marittimo, realizzazione di strutture alberghiere), nonché a conferire le competenze necessarie al XIII Municipio per deliberare su queste opere, strettamente in mano alla categoria dei balneari.
Comunicato Stampa Comitato Civico Entroterra13 - 21 dicembre 2009
Il presidente del Consiglio Comunale, Marco Pomarici, venerdì ha
convocato per oggi e domani le ultime due sedute consiliari aventi
all’ordine del giorno ben 25 proposte tra delibere e ratifiche. E
siccome le peggiori ‘nefandezze’ vanno in onda sempre poco prima di
Ferragosto o sotto Natale, anche questa amministrazione non si esime da
questa pratica funesta. Ecco allora in arrivo il pacco dono natalizio
per i cittadini di Roma ed in particolare per quelli del XIII
Municipio. Ad esempio per quanto concerne le varianti al PRG sui Piani
di Zona (più conosciuti come L.167) Alemanno svela la farsa del
Decentramento del XIII Municipio che proprio ieri abbiamo denunciato.
Contrariamente a quanto espresso dal Consiglio Municipale che ha
respinto le varianti sui piani di zona, Alemanno chiede alla giunta
capitolina di votare a favore. Si tratta di una variante illegittima in
quanto le ulteriori densificazioni previste (che porteranno il doppio
degli abitanti e la metà dei servizi) sono dovute esclusivamente alla
carenza di soldi nelle casse comunali e tra l’altro cancellano quasi
interamente tutta l’edilizia sovvenzionata, quella che realmente serve
alla gente che ha bisogno.
Per questa ragione abbiamo inviato un fax urgente affinché vengano
stralciate dall’ordine del giorno tali proposte, risultando illegittime
e non giustificate dal processo di autonomia voluto dalla Giunta
Alemanno per il XIII Municipio. In caso contrario, valuteremo
l’opportunità di ricorsi legali contro il Comune di Roma e
manifestazioni di piazza e in tutte le sedi.
Guarderemo in faccia chi voterà a favore e chi contro, aspettandoci a questo punto anche un regalo per Capodanno.
Comunicato Stampa LabUr
paula de jesus per LabUr
Un Comune di
Roma che non ha rispettato le promesse fatte a suo tempo e che si è
dimostrato lontanissimo dalla conoscenza del territorio, può essere
credibile quando propone finti decentramenti e buffoneschi poli
turistici ? Ma il problema della cultura a Roma è purtroppo ben più
ampio dei miseri confini del XIII Municipio. E' di oggi l'esplicita
dichiarazione di mediazione tra il Ministero dei Beni Culturali e
l'ACER, l'Associazione Costruttori Edili Romani: togliere i vincoli in
cambio della riduzione delle cubature previste in aree archeologiche.
Peccato che le cubature 'tolte' finiscano poi in altre aree dell'Agro
Romano, ricominciando lo stesso processo. Il cemento sta consumando il
territorio e distruggendo le memorie storiche, soprattutto qui nel XIII
Municipio. Il 14 Settembre 2009 Roberto Cecchi, Commissario delegato
per le aree archeologiche di Roma e di Ostia Antica, ha presentato il
rapporto sulle attività svolte nei primi 108 giorni del suo incarico.
71 gli interventi prioritari di manutenzione straordinaria individuati,
ma risultano elaborati progetti e avviata la fase di affidamento dei
lavori solo per il 37% degli interventi, corrispondenti a circa 11,2
milioni di euro su una dotazione di risorse pari a 31,58 milioni. Dei
progetti già approvati dalla Commissione generale di indirizzo e
coordinamento (costituita dal Soprintendente per i Beni Archeologici di
Roma Angelo Bottini, dal professor Giovanni Carbonara e dal professor
Claudio Modena), nessuno riguarda l'area archeologica di Ostia Antica.
Eppure gli scavi di Ostia con 840 mila mq sono l'area archeologica più
grande del Comune di Roma (il Foro Romano e il Palatino sono appena 350
mila mq). Peccato però che Ostia faccia circa 300 mila visitatori
all'anno, un terzo di quelli che visitano il Palatino. Ma di cosa
stiamo parlando ? Di rilancio culturale ? Di Secondo Polo Turistico ?
Qui manca proprio la cognizione di Cultura (C maiuscola). In compenso
si interviene di autorità (e non con autorevolezza) commissariando le
soprintendenze. Secondo l’ordinanza 3747 del 12 marzo 2009 il lavoro
del Commissario doveva giungere ad impedire il degrado dei beni
archeologici e ad assicurarne la piena fruizione da parte dei
visitatori. Erano previste, pertanto, misure efficaci sul piano della
tutela e su quello del miglioramento della fruizione pubblica delle
aree archeologiche di Roma e di Ostia Antica. Provate a visitare la
cosiddetta Villa di Plinio dentro la pineta di Castelfusano, un sito
archeologico di cui il Municipio ignorava tutto, come da noi denunciato
pochi mesi fa. Impossibile. Nel frattempo, la ex Soprintendenza ai beni
archeologici di Ostia (oggi confluita nell’ufficio del Soprintendente
Bottini) ha invece autorizzato lo scarico delle terre del Polo
Natatorio di Ostia sulle rovine sepolte dell'area cimiteriale di
Pianabella, dopo (per esempio) aver 'ignorato' i ritrovamenti
archeologici di Via Micali e Via Crazzolara in zona Stagni o (come
recentemente) aver assistito inerme al crollo del Ponte settecentesco
sul Fosso del Fontanile. E potremmo proseguire all'infinito. Era il 31
Gennaio 2009 quando con un pullman da 54 posti facemmo visitare
gratuitamente ai residenti del XIII Municipio i siti archeologici
degradati del territorio. Sarà Domenica 31 Gennaio 2010 quando
porteremo 2 pullman con 105 persone a far vedere che nulla è cambiato e
che anzi è peggiorato. Partono già da oggi le iscrizioni all'indirizzo info@severiana.it Il 31 Gennaio 2010 dunque ben 105 cittadini potranno vedere con i loro occhi come stanno le cose.
Comunicato Stampa Ass. Culturale Severiana
XIIII Municipio, 15 Dicembre 2009 - Ecco un’altra idea geniale uscire dal cappello degli “uomini” del Pdl.
Questa volta il mago è Enrico Folgori, presidente vicario del gruppo
Pdl alla Provincia di Roma, che tira fuori il coniglio del Casinò sul
Litorale. “E’ un obiettivo strategico per lo sviluppo del Litorale”. Le
location sarebbero la Vittorio Emanuele o l’Enalc Hotel, perché
“abbastanza grandi, affacciano sul lungomare e quindi sono facilmente
raggiungibili, oltre ad essere sottoutilizzati”. Dunque un’occasione
per questi due complessi per essere “riqualificati in project
financing, con evidenti risvolti occupazionali”. Al signor Folgori
domandiamo se è stato folgorato sulla via di Damasco per affermare una
simile ‘genialata’ dopo che in questi giorni abbiamo assistito
all’operazione antidroga che ha visto l’arresto della moglie del boss
Fasciani, e il sequestro del Faber Village.
Decine di inchieste della magistratura in tutto il mondo hanno appurato
infatti la presenza nei casinò dei mafiosi che lì riciclano
investimenti colossali. Ma l’ignoranza regna sovrana. Il signor Folgori
non ha evidentemente letto lo studio della task force finanziaria
dell’Ocse – il Gafi – pubblicato a marzo 2009 forse perché è in lingua
inglese. Per comodità glielo traduciamo.
“I casinò sono costantemente attenzionati dai criminali per la loro
influenza criminale e la potenzialità criminale. La criminalità
organizzata cerca di controllare o possedere casinò o parti di casinò.
Gli sforzi dei criminali sono finalizzati a favorire furti, frodi,
usura, riciclaggio e altri crimini”. I casinò sono luoghi nei quali i
criminali socializzano e amano dipanare trame criminali”. Il documento
prosegue poi con la descrizione delle innumerevoli e fantasiose
tecniche con le quali viene lavato il denaro sporco di narcotraffico,
pedotraffico, traffico d’armi".
In un periodo in cui abbiamo un Teatro del Lido chiuso da quasi un anno
e mezzo, carenze di strutture pubbliche per l’associazionismo, dove si
spendono 26 milioni di euro per non terminare un’opera pubblica come il
Polo Natatorio e viene proposta un’ offerta culturale di bassissimo
profilo, Folgori tira dunque fuori il coniglio del casinò sotto Natale,
forse per far mangiare alla malavita un tacchino ripieno, mentre ai
cittadini rimarrà solo “panem et circenses” con il futuro parco
tematico sulla Roma imperiale.
Concludiamo con le parole del presidente della Casinò-spa Donato Di
Ponziano, che forse se ne intende un po’ più del mago Folgori: «A mio
parere in Italia di gioco ne abbiamo davvero tanto. Con una battuta
potrei dire che l’Italia non è più una Repubblica fondata sul lavoro ma
sul gioco. Tra lotto, superenalotto, winforlife e così via ce n’è
davvero un po’ per tutti i gusti, già oggi».
Comunicato Stampa del Comitato Civico Entroterra13
Se è vero che il Consiglio del XIII Municipio ha espresso risoluzione unanime affinché uno dei due PTP previsti nel Distretto 2 sia realizzato al'Infernetto, il Governo dal canto suo non paga ancora i 4 miliardi di euro dovuti alla Regione Lazio. Avevamo qualche settimana fa criticato la confusa informazione della l'ASL Rm-D circa i lavori di ristrutturazione del poliambulatorio di Via Paolini ad Ostia e il pseudo presidio sanitario che doveva sorgere in Via Bocchi ad Acilia. Dopo aver parlato con la Dott.ssa Giuseppina Gabriele ed il dirigente della U.O.C. Tecnica, Ing. Domenico Di Nino, abbiamo saputo che la ASL Rm-D è riuscita ad avere dei fondi dalla Protezione Civile per la ristrutturazione e messa a norma dei locali di Via Paolini, con la liberazione di un piano alla volta in modo da consentire, a rotazione, l'esecuzione dei lavori su tutto l'edificio. Per tale operazione era stato scelto il terreno (in concessione all'ASL) di Via Bocchi ad Acilia e apposti abusivamente dei cordoli di cemento armato (poi sequestrati e rimossi). Hanno regnato in quel frangente l'incertezza sulla destinazione del prefabbricato, che lì doveva sorgere per contenere (temporaneamente) le strutture di Via Paolini ,e l'inadeguatezza dell’ Assessore Municipale L. Pace nel coordinare e gestire l’intera vicenda. Ora, il fabbisogno di posti letto nella Regione Lazio per l’anno 2009, con la conseguente riorganizzazione della rete ospedaliera, sono stati definiti nel decreto n.43 del 17/XI/2008 da parte del Commissario ad Acta. In tale decreto si è stabilito che i Presidi Territoriali di Prossimità (PTP) per il nostro Distretto potevano essere anche 2, in quanto il XIII Municipio è "area densamente popolata". Poiché i PTP non possono essere posizionati in qualunque luogo, la ASL deve identificare aree specifiche e per il nostro territorio ha identificato solo quella di Via Bocchi. E’ evidente che per realizzare un PTP servono soldi, anche nel caso (consigliato) di riconversione di edifici pubblici.
L'ASL Rm-D ha finora solo indicato alla Regione Lazio i costi del PTP ad Acilia. Lo studio preliminare stima una spesa di 5 milioni di euro, ma non esiste ancora alcun progetto poiché la Regione Lazio deve ancora esprimersi sulla effettiva realizzabilità e pertanto, sino ad allora, non verrà speso nemmeno un euro per la progettazione. Dunque nessuno progetto, nessun PTP. Per cui ipotesi come quella del riuso dei locali della Guardia di Finanza all'Infernetto sono lontanissime. A meno che i soldi che il Governo deve alla Regione Lazio non vengano convertiti nel complesso di Via Corviana. Staremo a vedere.
Comunicato Stampa Comitato Civico Entroterra13